Aprire un alimentari in franchising

Aprire un alimentari in franchising

Requisiti, costi, iter burocratico, cosa serve e tutti i vantaggi e svantaggi dell’aprire un alimentari in franchising.

Investimento minimo richiesto: € 6.000 – 8.000
Investimento medio richiesto: € 30.000 – 40.000

Situazione del settore: Il settore alimentare dimostra un trend positivo ed in costante crescita e lascia non poco spazio ai nuovi imprenditori, nonostante la concorrenza sia molto elevata. Aprire un alimentari in franchising può essere un’attività redditizia se si fa attenzione a proporre prodotti in linea con le richieste di mercato e format capaci di distinguersi dalla concorrenza. Gli alimentari possono specializzarsi in una vastissima gamma di prodotti: the, tisane ed infusi, caffè porzionato, dolciumi, prodotti tipici, prodotti artigianali, prodotti a km 0, alimenti per vegetariani e vegani, alimenti biologici, prodotti adatti ai celiaci senza glutine, prodotti per chi ha intolleranze ed allergie alimentari, alimentari ipocalorici, ipoproteici, senza zucchero e tantissimi altri. Tuttavia è anche possibile aprire un alimentari che venda più categorie di prodotti sia alimentari che non, magari con un format che ad oggi pare avere non poco successo: il negozio di vicinato / di prossimità (generalmente di piccole dimensioni ma in posizioni altamente strategiche). Ad avere un maggior successo ad oggi sono soprattutto gli alimentari che si specializzano in una tipologia particolare di prodotto, facendo attenzione a scegliere l’ubicazione ottimale dove ve ne sia alta richiesta. Nulla vieta poi ali alimentari di offrire diverse tipologie di prodotti tra cui anche non prettamente alimentari come il make up, i prodotti per la cura e l’igiene, gadget ed articoli per la prima infanzia. A fare la differenza in questo settore è anche la scelta di una “brand identity” coerente con il layout e la proposta nel negozio, nonché di una “mission e vision” vicina al proprio target di riferimento e la costruzione di una “brand reputation / brand awareness” solida tramite strumenti di comunicazione online ed offline. Il franchising facilita non poco in tutti gli aspetti necessari ad avere successo in quanto propone ai propri affiliati un format di negozio alimentare già testato e collaudato, dal comprovato successo, con un marchio già noto e solido. Inoltre i franchising di alimentari forniscono la loro esperienza e know-how, nonché formazione specializzata ed un format semplificato nella gestione, per permettere anche a chi non ha competenze pregresse di entrare da “leader” nel settore alimentare.

Scopri QUI alcuni dei format di maggior successo nel settore degli Alimentari in Franchising.

I Vantaggi

  • Supporto nella scelta della location più strategica
  • Valutazione commerciale ed analisi di mercato con criteri di geomarketing
  • Analisi di fattibilità, analisi dei costi, stima dei potenziali ricavi e del tempo di rientro dall’investimento, nonché redazione di un business plan personalizzato per gli obbiettivi dell’affiliato (indispensabile soprattutto nel caso in cui si decida di richiedere un finanziamento per l’avvio dell’attività)
  • Supporto per l’eventuale richiesta di finanziamenti
  • Progettazione ed allestimento del punto vendita “chiavi in mano”
  • Fornitura di arredi, attrezzature, software, hardware, insegne, divise, materiale comunicativo, alimenti e prodotti per la vendita (con riforniture centralizzate, presso rifornitori convenzionati, o presso rifornitori locali scelti con il supporto della casa madre)
  • Formazione completa a 360°, e corsi di aggiornamento costanti, per ogni aspetto relativo all’avvio ed alla gestione dell’attività
  • Assistenza e consulenza pre e post apertura
  • Supporto marketing con campagne pubblicitarie a livello nazionale centralizzate
  • Sfruttamento della visibilità acquisita dal brand e dalla rete
  • Esclusiva territoriale
  • Diversi format di affiliazione (negozio chiavi in mano, solo uso del marchio, corner, ecc.)
  • Possibilità di offrire un’ampia gamma di prodotti diversi o specializzarsi in un settore specifico (a seconda del brand)
  • Riduzione del rischio imprenditoriale
  • Riduzione dei costi di avvio e di gestione rispetto all’avvio in autonomia del business (grazie al potere commerciale della rete, alle agevolazioni ed ai prezzi riservati agli affiliati dalla casa madre, alle dilazioni di pagamento ed alle convenzioni maturate,ecc)

Gli svantaggi

  • Royalty sul fatturato in format fissa o in percentuale (non sempre richieste)
  • Fee d’ingresso
  • Altri canoni periodici (utilizzo software, leasing o comodato d’uso di arredi ed attrezzature, ecc)
  • Contributi pubblicitari, per marketing e comunicazione centralizzata
  • Acquisti centralizzati tramite la casa madre o presso rifornitori selezionati e prestabiliti
  • Riduzione della libertà di personalizzazione dell’attività (layout, scelta prodotti, gestione, promozioni, ecc)
  • Mantenimento degli standard della casa madre e delle modalità di gestione / organizzazione
  • Vincolo contrattuale di più anni

Sono però numerose le reti franchising nel settore alimentare (soprattutto di recente costituzione oppure incentrate su prodotti locali e bio, ed una visione di sostenibilità) che offrono formule particolarmente vantaggiose, senza fee o royalties e senza canoni periodici, lasciando al contempo all’affiliato più libertà nella scelta dei prodotti da offrire (approvvigionamento indipendente).

Cosa Serve

Locale

  • Mq minimi del locale: 20 – 30 mq
  • Mq locale medio: 60 – 70 mq
  • Servizi igenici: uno, solo ad uso interno, con spogliatoio annesso per il personale. Consigliato + 1 per i clienti con fasciatoio per bambini.

Geolocalizzazione

  • Bacino di utenza necessario: almeno 10.000 / 15.000 abitanti o più. Varia a seconda del marchio e della tipologia di location / visibilità.
  • Location: zone di passaggio e ad altro traffico pedonale, zone centrali (centri storici o centri densamente abitati), vie principali, centri commerciali, zone con ampio parcheggio limitrofo.

Skills e requisiti personali:

  • Abilitazioni: idoneità al commercio alimentare (corso SAB o titolo equipollente), corso HACCP, eventuali altre abilitazioni in base alla tipologia merceologica trattata (es. comunicazione all’Agenzia delle Dogane per la vendita di alcolici, ecc).
  • Esperienza pregressa: Generalmente non richiesta e non necessaria. In base alla tipologia di prodotti trattati ed al marchio potrebbero essere richieste esperienze o titoli specifici. Preferenziale è l’esperienza nel settore commerciale / retail / alimentare.
  • Capacità e altre attitudini: sono necessarie buone capacità relazionali ed organizzative, impegno, voglia di imparare e determinazione, doti gestionali e spirito imprenditoriale.

Pratiche amministrative e burocratiche

  • Iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio)
  • Apertura Partita Iva e scelta del regime fiscale
  • Regolazione posizioni INPS ed INAIL
  • DIA (dichiarazione avvio attività entro 30gg prima l’apertura): sì
  • (Comunicazione Unica da inviare in forma telematica con PEC alla Camera di Commercio, con la quale si possono espletare più comunicazioni / adempimenti in un unico passaggio)
  • Autorizzazione locali: è necessario rispettare le norme su igiene, sicurezza ed agibilità, ottenendo il nulla osta sanitario Asl.
  • Altre autorizzazioni: autorizzazione ad esporre l’insegna, eventuali altre autorizzazioni in base alla categoria merceologica trattata. Ad oggi, considerando la recente emergenza sanitaria, è di particolare importanza rispettare le direttive degli organi istituzionali in materia di igiene, sanificazione di ambienti e superfici, mantenimento della distanza interpersonale di sicurezza ed utilizzo di DPI quali mascherine, guanti e gel igienizzante.

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