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Aprire un’Attività di Raccolta e Reimpiego Rifiuti

In questa guida completa vediamo come aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti partendo da zero: quale format scegliere, cosa serve, requisiti ed iter, costi ed investimento, ed i migliori network in franchising.
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SETTORE E TENDENZE:
Aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti può oggi essere un’idea di business altamente redditizia e che risponde a reali e sentite esigenze del mercato odierno. Solo in Europa, ogni anno si producono circa due miliardi e mezzo di tonnellate di rifiuti, di cui il 27% è rappresentato dai rifiuti urbani. Questo dato, tristemente, è in costante crescita.
La tematica dei rifiuti è oggi dunque sotto alla lente di ingrandimento per diverse ragioni, ed i governi mondiali spingono con sempre più decisione verso una transizione ecologica, oggi quanto mai necessaria ed urgente, ed in generale verso una più efficiente gestione dei rifiuti, verso un sempre maggior riciclo e reimpiego delle risorse, verso l’utilizzo di energie pulite e rinnovabili, e verso l’eliminazione graduale di sprechi e consumi.
Se da un lato c’è una crescente produzione di rifiuti e scarti, dall’altro il comparto pubblico fatica a stare al passo con la necessità sempre maggiore di trovare soluzioni rapide ed efficienti in materia di raccolta, smaltimento, differenziazione, riciclo e reimpiego dei rifiuti.
Da moltissimi anni la raccolta, lo smaltimento, il riciclo ed il reimpiego dei rifiuti viene affidato ad aziende private, le quali possono sia operare in maniera interamente privatizzata che in convenzione con enti ed aziende pubbliche.
Infine, aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti significa avviare un business con un forte carattere di sostenibilità, e dunque avere la possibilità di accedere anche a tutti quei finanziamenti ed agevolazioni riservate proprio alle attività green ed ecosostenibili.
SCELTA DEL FORMAT:
Uno dei primi passi da compiere prima di aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti è la scelta del format e dei servizi offerti. In base a questo possono infatti variare sia i costi di avvio e gestione che i requisiti legali e gli adempimenti burocratici da rispettare.
Aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti è possibile con due principali format:
- semplice raccolta e smistamento dei rifiuti, con rivendita successiva ad aziende terze specializzate nel loro smaltimento, riciclo e reimpiego
- raccolta dei rifiuti con annessi servizi di smistamento, smaltimento, riciclo e reimpiego in stabilimenti propri
Chiaramente un’altra scelta fondamentale sarà quella dei materiali da trattare, e dunque da raccogliere, smaltire e riciclare. Si potrà infatti decidere di trattare differenti tipologie di rifiuti o di specializzarsi nel solo trattamento di materiali specifici come carta, plastica, vetro e latta, rifiuti elettronici e tecnologici, rifiuti speciali e tossici, e così via.
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COSA SERVE:
Se si decide di aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti sarà necessario trovare un luogo idoneo, con capannoni per lo stoccaggio, ed allestire una struttura ottimizzata ed a norma per raccogliere e smaltire i rifiuti, differenziarli e riciclarli. Vi sono in tal senso delle precise regole da rispettare, che possono variare tuttavia in base alla specifica tipologia di attività svolta ed alla localizzazione dell’attività, in quanto ogni territorio comunale può presentare peculiarità uniche.
In base alla tipologia di rifiuti trattati possono poi essere necessari differenti tipologie di macchinari ed attrezzature specifiche. Saranno poi infine necessari specifici mezzi di trasporto per la raccolta e lo smistamento dei rifiuti.
ITER E REQUISITI:
A livello burocratico, i requisiti e l’iter da rispettare saranno i seguenti:
- creazione della Società
- apertura della Partita IVA
- iscrizione al Registro delle Imprese
- iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali
- iscrizione al SISTRI, il sistema per il tracciamento dei rifiuti
- nomina di un Responsabile Tecnico
- apertura posizioni INPS ed INAIL
- comunicazione di Inizio Attività al Comune
Chiaramente in base alla tipologia di rifiuti trattati, nonché in base ai servizi svolti (raccolta, smistamento, stoccaggio, smaltimento, riciclo, recupero materie prime, ecc) sarà probabilmente necessario rispettare requisiti ed adempimenti differenti.
Per questa ragione si consiglia sempre di informarsi in materia presso lo SUAP di riferimento nonché di farsi seguire in tutto l’iter da un commercialista esperto in materia.
COSTI ED INVESTIMENTO:
I costi da affrontare per aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti, nonché l’investimento complessivo, dipenderanno fortemente dalla tipologia di attività svolta, dai materiali trattati e dai servizi svolti direttamente.
Per stimare con cura il budget necessario sarà dunque indispensabile la redazione di prospetti economici dettagliati.
A titolo puramente esemplificativo, per aprire un’attività di raccolta, smaltimento, riciclo e reimpiego rifiuti in strutture proprie può essere necessario un investimento superiore ai 100.000 / 200.000 euro a causa degli elevati costi necessari per macchinari, attrezzature, mezzi, location e strutture, personale, e così via.
Invece, per aprire un’attività di sola raccolta e smistamento rifiuti i costi sono più contenuti, se pur ancora relativamente elevati, con investimenti a partire da 50.000 euro.
NETWORK IN FRANCHISING:
Ad oggi il mercato relativo ai rifiuti ed al riciclo è di forte interesse anche per i network in franchising. Vi sono infatti numerosissime opportunità di investimento per gli aspiranti imprenditori.
Ad oggi è possibile aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti in franchising con format differenti ed eterogenei, sia per servizi svolti che per investimento necessario. È infatti possibile aprire un’attività di sola raccolta e smistamento dei rifiuti, magari con eco compattatori strategicamente posizionati, o attività più complesse che vedono anche la differenziazione, il recupero, il riciclo e reimpiego dei rifiuti in strutture proprie o affiliate.
Gli investimenti per aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti in franchising partono da un minimo di 10.000 / 15.000 euro, rendendo questo settore decisamente più accessibile agli aspiranti imprenditori.
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