Aprire un Catering: Guida Completa, Iter e Costi

Aprire un Catering: Guida Completa, Iter e Costi

La ristorazione è uno dei settori più redditizi per mettersi in proprio in Italia. Negli ultimi anni, complici le nuove abitudini di consumo e di vita, i trend di maggior successo premiano la comodità della ristorazione a domicilio ma anche di attività dinamiche come il catering.

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Mettersi in proprio nel settore ristorativo oggi, dunque, risulta particolarmente conveniente se si sceglie un’attività di catering o consegna dei pasti a domicilio. A rendere l’attività conveniente non è solamente la comodità offerta al cliente, che ne aumenta il gradimento ed il successo, ma anche i bassi costi necessari per l’avvio e la gestione, rispetto a quelli decisamente esosi di un ristorante tradizionale.

In questa guida completa vedremo insieme in cosa consiste l’attività di catering e come avviare il proprio business di catering per eventi, anche con semplice consegna a domicilio, partendo da zero, cosa serve, i costi, l’iter burocratico ed i requisiti necessari.

Di cosa si occupa un’attività di catering

Quando si parla di catering ci si riferisce ad un’azienda che si occupa della preparazione, e relativa consegna a domicilio, o presso un luogo prestabilito, dei pasti. Il catering viene adoperato soprattutto in occasioni particolari quali feste, cerimonie, eventi, sia privati che aziendali o pubblici, ma è sempre più richiesto anche per semplici cene in casa e tra amici / familiari nelle quali si desidera un pasto speciale con una qualità elevata, da ristorante.

Un’agenzia di catering può dunque offrire i propri servizi di consegna di pasti pronti a domicilio ai privati (in occasione di cene a casa speciali, battesimi, cresime e comunioni, compleanni, matrimoni), alle aziende (in occasione di affreschi, meeting, cene aziendali e feste/eventi di lavoro) nonché agli enti pubblici (eventi di beneficienza, cene politiche, feste comunali o eventi culturali, ecc).

Un’agenzia di catering si occupa personalmente di tutto ciò che concerne l’organizzazione, preparazione e consegna dei pasti, ed in generale di tutte le pietanze che serviranno a far mangiare tutti i partecipanti alla festa, evento o cena.

Il catering può essere dunque considerato come una sorta di ristorante a domicilio, soprattutto quando il servizio richiesto è la semplice preparazione e consegna delle pietanze, ma può diventare anche una vera attività di ristorazione sul posto e servizi quando alla preparazione e consegna dei pasti si aggiungono richieste speciali come la preparazione di finger food ed antipasti, o in generale di pietanze speciali e particolari (come vegane, per celiaci, ecc), l’organizzazione di buffet, o un servizio a 360° che preveda anche la presenza, con camerieri di sala e cuochi, fisica all’evento.

Requisiti ed iter burocratico

Per quanto riguarda l’apertura di un’attività di catering, non sono necessarie specifiche licenze o abilitazioni. Tuttavia, trattandosi di un’attività di ristorazione, se pur il consumo avvenga presso una location terza, sarà bene fare particolare attenzione alle restrizioni ed ai requisiti di natura soprattutto sanitaria per la somministrazione e preparazione di alimenti.

Di fatti, così come ogni attività ristorativa tradizionale, anche l’apertura di un’azienda di catering, qualunque sia la tipologia di servizio offerto (consegna a domicilio, somministrazione presso eventi, ecc), sarà necessario che l’imprenditore, o almeno uno dei soci / addetti in cucina, possegga l’abilitazione SAB ( a meno che non sia in possesso dei requisiti equivalenti quali 2 anni di esperienza in una mansione ristorativa negli ultimi 5 anni oppure diploma di scuola alberghiera).

Inoltre, tutto il personale addetto alla preparazione ed al servizio delle pietanze dovrà essere in possesso dell’attestato HACCP (l’equivalente del vecchio libretto sanitario).

Inoltre, per aprire un’agenzia di catering, sarà necessario adempiere al seguente iter burocratico:

  • apertura Partita Iva
  • iscrizione al Registro delle Imprese
  • comunicazione di Inizio Attività
  • apertura delle posizioni INPS ed INAIL
  • messa a norma degli spazi adibiti a cucina e dei relativi impianti in materia di igiene / agibilità / sicurezza / aspirazione dei fumi / smaltimento rifiuti / ecc (a meno di non rivolgersi / utilizzare una cucina esterna già a norma presso, ad esempio, hotel e ristoranti terzi o sul luogo dell’evento)
  • autorizzazione sanitaria ASL (sempre nel caso si operi in una cucina propria)
  • comunicazione all’Agenzia delle Dogane per la vendita / somministrazione di alcolici

Sarà poi necessario, a livello personale, possedere capacità di organizzazione, comunicazione, promozione, doti imprenditoriali ed acume finanziario, per poter offrire un servizio di catering professionale e competente, soddisfacendo la clientela, facendosi conoscere in breve tempo, nonché attuando delle strategie di prezzo allo stesso tempo competitive e remunerative.

Particolare attenzione, poi, oltre che alla qualità dei pasti preparati, andrà posta sul trasporto. Soprattutto quando la preparazione dei pasti non avviene sul luogo dell’evento, infatti, ma questi vengono consegnati già pronti, sarà bene curare i packaging ed i contenitori adibiti al trasporto perché mantengano inalterati temperatura, qualità, gusto e proprietà delle pietanze, munendosi anche di un mezzo di trasporto idoneo.

Cosa serve per aprire un catering di successo, i costi e l’investimento

Per aprire una società di catering di successo sarà fondamentale analizzare il settore ed il mercato, individuando la propria nicchia / target di riferimento ed i loro bisogni, nonché analizzando accuratamente la proposta della concorrenza, i pregi e difetti, e specializzandosi con una proposta culinaria unica ed originale.

A questo scopo, redigere un business plan accurato con analisi (di fattibilità, costi, ricavi, ..), studi (mercato, settore, target, concorrenza, ..), pianificazioni (menù, promozione, tipologia di servizi, strategie di prezzo, ..), sarà la base fondamentale per aprire un catering di successo.

Sicuramente puntare sulla qualità del cibo, sull’igiene totale e sulla professionalità sono un must, tuttavia per aprire un’attività di catering saranno fondamentali anche campagne di promozione e comunicazione efficaci, attenzione al cliente, cordialità e competenza, doti di organizzazione e conoscenza del settore. Anche al momento dell’assunzione del personale bisognerà fare particolare attenzione in quanto questo (che sia adibito alla preparazione, consegna o servizio ai tavoli) sarà la vetrina della vostra attività e dovrà essere formato, professionale, compente e cordiale.

Per aprire un catering sarà poi necessario, in base al format scelto ed alla tipologia di servizi che si vogliono offrire, scegliere se utilizzare una cucina propria oppure utilizzare una cucina presso attività terze (come alberghi, ristoranti, ecc) o ancora utilizzare postazioni mobili per preparare ovunque, sul luogo dell’evento, i pasti.

In base alla soluzione scelta, nonché alla necessità o meno di assumere molto personale aggiuntivo per il servizio ai tavoli, il trasporto, la preparazione, ecc, i costi relativi all’apertura di un catering saranno profondamente diversi.

A livello indicativo, per aprire una piccola attività di catering allestendo una cucina propria, anche in un piccolo laboratorio di produzione, con una piccola area di accoglienza per i clienti / da adibire ad ufficio, potrebbero essere sufficienti circa 50 mq di spazio.

I costi necessari per avviare un catering di questo tipo possono tradursi in un investimento iniziale che parte da circa 40.000 / 50.000 euro. Questo a causa degli elevati costi soprattutto per quanto riguarda i macchinari, la messa a norma, ecc.

In questo investimento sono tuttavia compresi tutti gli elementi necessari all’avvio quali adempimenti burocratici, assunzione di personale, prima fornitura, marketing e promozione, costi di gestione iniziali e così via.

Risparmiare sull’investimento iniziale è possibile aprendo l’attività in piccolo ed affiliandosi / convenzionandosi con attività terze per l’utilizzo delle cucine, nonché offrendo solo il servizio di consegna a domicilio (senza servizi sul luogo dell’evento).

Di contro, se pur l’investimento iniziale non sia irrisorio, aprire un’attività di catering presenta elevati margini di guadagno ed una richiesta molto elevata da parte del mercato. Con le dovute accortezza ed un format vincente, dunque, aprire un’attività di catering permette un relativamente rapido rientro dall’investimento effettuato.

Il franchising

In Italia esistono già le prime realtà di catering in franchising. La soluzione di aprire un catering in franchising è particolarmente consigliata per gli appassionati del settore che desiderano aprire un’attività di catering ma vogliono ridurre il rischio imprenditoriale ed i costi di avvio iniziali, nonché entrare nel settore anche senza particolari competenze o esperienze pregresse. I catering in franchising, di fatti, offrono la sicurezza di un marchi noto e della visibilità già acquisita, del supporto esperto di un’azienda solida, della formazione ed assistenza continua, di un know-how collaudato, nonché delle speciali convenzioni ed agevolazioni per l’allestimento dell’attività, la fornitura di attrezzature e di prodotti.

Aprire un’attività di catering in franchising prevede generalmente soluzioni chiavi in mano, comprese di tutto, con investimenti iniziali sostenibili ed accessibili e la possibilità di contare su format ristorativi e menù di tendenza ed elevata qualità con ad esempio ristorazione biologica, vegana, senza glutine, street food di tendenza ed ambulante, e così via.

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