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Aprire un Fast Food in Franchising

Requisiti, costi, cosa serve, come fare e i pro e contro. Guida schematica e completa per aprire un fast food in franchising.
Investimento minimo richiesto:
€ 10.000 / 20.000 (solo delivery e take away) – € 30.000 (con consumo sul posto)
Investimento medio richiesto:
€ 50.000 / 70.000
Visiona tutti i migliori fast food in franchising QUI
Situazione del settore:
Il fast food non è più solo sinonimo di hamburger, il piatto “fast” per eccellenza. Difatti, se pur le hamburgherie siano ancora oggi l’attività ristorativa veloce preferita dai più, nel mercato odierno quella della ristorazione veloce è diventata una nicchia del comparto “food” molto frizzante e ricca di nuove idee, mode, innovazioni e pietanze creative, capace di proporsi alla clientela sempre con originalità e freschezza, continuando a restare una tipologia di business dal grande successo.
Anche in Italia, dove vi è una vera e propria cultura attorno alla ristorazione tradizionale ed allo “slow food”, i fast food sono oggi attività altamente remunerative ed apprezzate da un target sempre più eterogeneo di persone. A contribuire a questo fenomeno sono i prezzi più contenuti ed accessibili rispetto ai canali ristorativi tradizionali, il servizio ed il consumo più comodi e rapidi, la gustosità dei piatti proposti, l’adattabilità ai servizi di delivery (consegna a domicilio) e take away (asporto), nonché le proposte culinarie sempre più variegate e di qualità (attenzione alla provenienza, stagionalità e qualità delle materie prime, proposte vegane e senza glutine, ricette più salutari, abbinamenti gourmet, ecc).
Da considerare prima di entrare nel settore è che i fast food odierni di maggiore successo si differenziare fortemente dai fast food massivi per un’estrema attenzione alla qualità del menù proposto.
A conferma dei trend positivi del settore sono anche i numerosi eventi e le fiere interamente dedicate al mondo dei fast food e street food, sia con proposte unicamente italiane che internazionali.
I costi di avviamento per l’imprenditore che decide di aprire un fast food sono mediamente più accessibili rispetto a quelli necessari per aprire un classico ristorante ed i margini possono essere più interessanti. Per questa ragione il fast food e lo street food sono formule sempre più apprezzate anche dagli aspiranti imprenditori.
Chiaramente come per ogni altra attività imprenditoriale, non sono pochi gli elementi necessari per portare l’attività al successo sperato. Per questa ragione sono numerosi gli imprenditori che decidono di aprire un fast food in franchising. Affiliandosi ad un marchio di fast food in franchising si avrà accesso a numerosissimi vantaggi ed agevolazioni difficilmente ottenibili avviando l’attività in completa autonomia.
Vantaggi offerti dal franchising:
- Supporto per analisi e scelta location
- Analisi preliminari, business plan e studio di fattibilità
- Supporto burocratico / fiscale / commerciale / amministrativo
- Progettazione e fornitura chiavi in mano (arredamento, attrezzature, macchinari, accessori, divise, insegne, materiale promozionale, materie prime, …)
- Accesso al potere commerciale del network ed alle economie di scala
- Accordi con fornitori convenzionati o selezionati dalla casa madre
- Accesso ad accordi vantaggiosi, semplificazioni ed agevolazioni riservate
- Formazione completa e corsi di aggiornamento
- Accesso al know-how ed alle esperienze consolidate della casa madre
- Esclusiva di zona
- Ottimizzazione e semplificazione delle procedure di preparazione
- Standardizzazione del format (sia a livello di immagine che di gestione)
- Uso del brand e dell’immagine coordinata con elevata riconoscibilità
- Comunicazione e marketing centralizzati a livello nazionale
- Iniziative e promozioni per fidelizzazione clientela
- Prodotti e format nuovi e originali dal comprovato successo sul mercato
- Investimento chiavi in mano
- Riduzione del rischio imprenditoriale
- Possibilità di repentino aggiornamento / implementazione del format per incontrare nuove esigenze e tendenze del mercato
Svantaggi della scelta franchising:
- Royalties ed eventuali altri contributi periodici (ad esempio pubblicitari, per uso di software, ecc)
- Fee d’ingresso una tantum
- Poca flessibilità / libertà decisionale nella scelta dei piatti da proporre, del layout, delle strategie di prezzo, ecc.
- Acquisti centralizzati presso casa madre / fornitori convenzionati
- Vincolo al rispetto del contratto (durata pluriennale)
- Rispetto dei parametri e standard imposti dalla casa madre
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Cosa Serve:
Locale:
- Mq minimi del locale: 20 mq (take away e delivery) – 40/50 mq (locale con consumazione in loco)
- Mq locale medio: 60/80 mq
- Servizi igienici: Nel caso del take away solo ad uso del personale interno. Se si opta per un locale con sedute saranno necessari i servizi anche per il pubblico.
- Canna fumaria: Salvo rare eccezioni, è sempre richiesta
Geolocalizzazione:
- Bacino di utenza necessario: circa 50.000 abitanti (varia in base al franchisor scelto)
- Caratteristiche della zona adatta: dipende dal tipo di fast food e dal target quindi sarà opportuno situarlo in zone ad alta frequentazione del pubblico di riferimento.
Skills e requisiti personali:
- Abilitazioni: Possedere l’abilitazione SAB (ex REC) ottenibile frequentando l’omonimo corso (Somministrazione Alimenti e Bevande) del costo all’incirca di 600/800 euro. Attestato HACCP per tutti i dipendenti.
- Esperienze lavorative: consigliata esperienza nel settore ristorativo ma non obbligatoria (il franchisor offre sempre formazione completa).
- Capacità e altre attitudini: Spirito imprenditoriale, buone capacità relazionali ed organizzative consigliate.
Pratiche amministrative e burocratiche:
- Licenza: non vengono richieste particolari licenze. Sarà sufficiente rispettare gli standard per l’avvio e la messa a norma di locale ed impianti.
- DIA (dichiarazione avvio attività entro 30gg prima l’apertura): si
- Autorizzazione sanitaria: Sempre necessaria (autorizzazione da parte dell’ Asl)
- Altre autorizzazioni: eventuale SIAE per diffusione musica nei locali; comunicazione all’agenzia delle dogane per la vendita di alcolici nel locale; autorizzazione all’esposizione insegna; richiesta del permesso di occupazione del suolo pubblico al Comune (per sedute esterne al locale); rispetto delle normative igienico-sanitarie anche riguardo il contenimento dei contagi da covid-19.
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