Aprire un Minimarket: Guida Completa, Iter e Costi

Aprire un Minimarket: Guida Completa, Iter e Costi

In questa guida completa vediamo come aprire un minimarket partendo da zero: cosa serve, i requisiti, i costi ed il mercato attuale, nonché tanti consigli per avere successo.

 

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Conviene ancora aprire un minimarket?

Nel mercato odierno, governato dalla grande distribuzione e dai supermercati ultra forniti, i minimarket si ritagliano ancora un posto interessante come negozi di vicinato, capaci di promuovere la qualità e la fidelizzazione grazie al rapporto diretto e più “umano” con il cliente. Dunque la qualità offerta, l’attenzione alla selezione dei prodotti, l’offerta di servizi dal valore aggiunto, una shopping experience curata, nonché la comodità del posizionamento del negozio, possono oggi ancora contrastare l’enorme potere commerciale della grande distribuzione, rendendo così un minimarket un’attività con interessanti prospettive di successo e guadagno.

Aprire un minimarket, ovvero un piccolo negozio detto anche di vicinanza / di prossimità, potrebbe risultare un’idea vincente, con qualche accortezza.

In questa guida completa vedremo quindi come aprire un minimarket e come avere successo nel mercato odierno, lo stato del settore, i consigli, nonché cosa serve: dai costi ai requisiti burocratici.

Per tutti gli aspiranti imprenditori che desiderano aprire il proprio minimarket e mettersi in proprio, ma non hanno grandi budget da investire, esperienze o conoscenze approfondite del settore, il franchising risulta inoltre ancora una volta una scelta consigliabile. Vedremo quindi insieme anche tutti i vantaggi che offre l’affiliazione ad un network in franchising di minimarket ed i costi che presenta.

 

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Il settore e come avere successo

I minimarket, nonostante la concorrenza della grande distribuzione sia alta, sono attività capaci di prosperare ed avere successo nel mercato odierno grazie a diversi punti di differenziazione rispetto ai supermercati di grandi dimensioni:

  • possibilità di aprire anche in piccoli centri storici ed abitati (negozi di prossimità / vicinanza) che rendono il punto comodo da raggiungere, considerando la vicinanza a casa, per un target di anziani, famiglie e persone poco autosufficienti nei movimenti così come di studenti e lavoratori con ritmi di vita frenetici
  • rapporto diretto con la clientela, che aumenta la fidelizzazione ed il passaparola positivo sul negozio
  • possibilità di offrire una gamma di prodotti accuratamente selezionati, puntando maggiormente su qualità, prodotti tipici del territorio, prodotti artigianali ed a km0, prodotti BIO, per celiaci o vegan, differenziando così la gamma prodotti dalla grande distribuzione e calibrandola sull’effettiva domanda locale
  • possibilità di rincarare i prezzi in quanto il target di clientela ha una capacità di spesa medio / alta (soprattutto nei centri storici) ed è generalmente attento a qualità e provenienza dei prodotti ed è disposto a pagare la comodità del negozio di vicinanza
  • possibilità di offrire a livello locale servizi dall’incredibile valore aggiunto come la consegna a domicilio / delivery oppure il click and collect (prenotazione online e ritiro sul posto / take away), prenotabili tramite APP o sito web e-commerce dedicati / personalizzati, o mediante una delle note aziende terze del settore (JustEat, Deliveroo, UberEats, Glovo, ecc) che nell’ultimo periodo hanno implementato anche la grocery delivery (consegna a domicilio della spesa)

Inutile dire che per aprire un minimarket di successo si dovrà dunque fare attenzione a tutti gli elementi sopracitati offrendo una gamma di prodotti di elevata qualità ed accuratamente scelta, promuovendo produttori locali ed ecosostenibili e garantendo al cliente un servizio sempre cordiale, accessibilità e massima comodità (anche con l’aggiunta di interessanti servizi quali quello della consegna della spesa a domicilio, ordinabile sul un sito web e-commerce del negozio, oppure la prenotazione della spesa da ritirare in negozio per i lavoratori con poco tempo a disposizione).

Quando si apre un minimarket il focus dovrà dunque essere su qualità, affidabilità e rapporto con il cliente, che andrà messo al centro e studiato in modo da soddisfare ogni sua possibile esigenza.

Nel mercato attuale, comunque, anche per i piccoli negozi di prossimità come i minimarket sarà fondamentale curare alcuni aspetti chiave come: digitalizzazione, presenza online, comunicazione e marketing, e sostenibilità.

 

Cosa serve ed i costi

Per aprire un minimarket sarà innanzitutto necessario trovare una location strategica per l’apertura. Interessanti sono soprattutto le zone centrali e turistiche, le zone universitarie o in prossimità degli uffici nonché i centri densamente abitati, anche periferici, purché non già servizi da un grande supermercato.

Per scegliere la migliore location, così come per pianificare l’attività, definire il format e la gamma di prodotti, nonché le strategie di marketing e prezzo, sarà importante effettuare attente analisi di mercato, del bacino di utenza locale, della concorrenza, redigendo un minuzioso business plan con analisi di costi e previsione dei ricavi.

L’allestimento del minimarket potrà essere minimale nell’arredo, ma dovrà comunque presentare tutti i necessari espositori per la merce, nonché i banchi refrigerati, frigoriferi e congelatori per gli alimenti freschi o deperibili.

Da considerare nei costi saranno poi le necessarie forniture di software, hardware, insegne, materiale brandizzato, materiale di consumo e packaging, nonché la prima fornitura di merce, lo stipendio di un aiutante (se presente), l’affitto (comprensivo dell’anticipo), le utenze e tutti gli interventi strutturali necessari per mettere a norma il locale, gli impianti, ed effettuare gli allacci.

L’investimento minimo, tenendo conto dei costi sopracitati nonché delle campagne di promozione e marketing di lancio, per aprire un minimarket sarà di circa 50.000 euro, considerando un locale di piccole / medie dimensioni (a partire da circa 50 mq).

 

Iter burocratico e requisiti

Per aprire un minimarket sarà necessario seguire lo stesso iter burocratico riservato alle attività commerciali tradizionali, con in più l’accortezza di rispettare le normative in materia di commercializzazione di generi alimentari.

Gli adempimenti per aprire un minimarket saranno i seguenti:

  • apertura Partita Iva
  • iscrizione al Registro delle Imprese
  • comunicazione di Inizio Attività al Comune
  • apertura delle posizioni INPS ed INAIL
  • ottenimento permesso per esporre l’insegna
  • installazione di un POS per i pagamenti
  • messa a norma dei locali in materia di accessibilità, igiene e sicurezza (con nulla osta sanitario Asl)
  • ottenimento degli attestati SAB ed HACCP (e di tutte le necessarie abilitazioni al commercio alimentare, ove non vi siano requisiti equivalenti già acquisiti)

L’imprenditore di contro non avrà bisogno di alcuna specifica licenza né di attestati o esperienze particolari, ma solo dell’idoneità legale e dei requisiti minimi per l’apertura di un’attività.

Se pur l’iter di avvio sia abbastanza standard, è comunque sempre consigliabile, soprattutto ai neo imprenditori poco esperti, di affidarsi sempre ad un commercialista nonché di informarsi presso lo SUAP di riferimento in merito ad eventuali altri requisiti / normative a livello locale o specifiche per l’attività svolta / i servizi e prodotti offerti / il format dell’attività.

Importante considerare che la maggior parte delle iscrizioni, comunicazioni ed adempimenti iniziali sono espletabili assieme, inviando telematicamente tramite PEC alla Camera di Commercio la Comunicazione Unica.

Franchising e vantaggi

Aprire un minimarket è possibile anche attraverso l’affiliazione ad un franchising. Questa formula permette non solo di utilizzare un’insegna nota e consolidata sul territorio, con i rispettivi vantaggi, ma anche di ottenere tutto il know-how, la formazione e l’assistenza della casa madre, oltre che di accedere ai listini di prezzo riservati alla rete grazie al potere commerciale maturato.

Per aprire un minimarket in franchising, a seconda della tipologia di merce offerta nonché della dimensione del negozio e della notorietà del marchio, viene richiesto un investimento iniziale variabile a partire da € 6.000 / 8.000 euro per i negozi mono prodotto ed a salire in base all’ampiezza e varietà di prodotti e servizi.

 

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