Aprire un Negozio dell’Usato in Franchising

Aprire un Negozio dell’Usato in Franchising

Un trend sempre più sentito nel mercato odierno è quello dell’usato e del vintage. Che si tratti di mercatini dell’usato, di negozi di antiquariato o di negozi di abbigliamento ed accessori moda vintage, questa tipologia di negozi, dopo l’oramai consolidato successo all’estero, è in grande espansione anche in Italia.

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Aprire un negozio dell’usato potrebbe dunque essere, con le dovute accortezze, un business redditizio e molto richiesto.

Perché scegliere il franchising

Aprire un negozio dell’usato in autonomia può non essere semplice. Trovare il giusto locale, scegliere il format, trovare e la giusta merce dai privati o selezionare i giusti fornitori, pianificare e stimare i costi ed i potenziali ricavi, sono tutti elementi da cui dipende molta parte del successo imprenditoriale.

Per coloro che sono alla prima esperienza imprenditoriale o non hanno dimestichezza o conoscenze nel settore del vintage e dell’usato, un’ottima alternativa è quella di scegliere l’affiliazione ad una rete franchising.

Aprire un negozio di vintage o un negozio dell’usato in franchising permette di godere di moltissimi vantaggi tra cui:

  • analisi iniziali (fattibilità, costi, ricavi e tempi di rientro dall’investimento)
  • analisi zona, mercato, concorrenza e bacino di utenza
  • supporto per valutazione e scelta del locale
  • progettazione ed allestimento del negozio “chiavi in mano”
  • fornitura di tutto il necessario per avviare e gestire l’attività (espositori, arredi, attrezzature, software di gestione e magazzino, insegne, merce, ecc)
  • formule vantaggiose per il rifornimento di merce (agevolazioni di pagamento, fornitori convenzionati, merce in conto vendita, arredi e software in comoda d’uso gratuito, ecc.)
  • supporto, assistenza, monitoraggio ed affiancamento costanti a 360°, dalla fase di start-up sino a tutta la durata della collaborazione
  • utilizzo di un marchio ed un’insegna consolidati e conosciuti, con un’immagine standard e riconoscibile dai clienti
  • più rapida acquisizione di clientela e fidelizzazione grazie alla notorietà e visibilità del brand nonché alle campagne di comunicazione, marketing e fidelizzazione centralizzate e messe a punto dalla casa madre
  • trasferimento di esperienze pluriennali, know-how e metodologie di gestione ed organizzazione
  • formazione iniziale e continuativa
  • riduzione del rischio d’impresa

Cosa serve ed i costi

Per aprire un negozio dell’usato sarà necessario trovare un locale con una metratura minima compresa tra 100 e 400 mq. Prima di scegliere il locale, sarà bene informarsi presso la Camera di Commercio locale, presso lo SUAP ed il Comune se è possibile aprire l’attività in un locale con destinazione artigianale (in qual caso sarà sufficiente un magazzino, con costi di affitto al mq più irrisori) oppure se è necessaria la destinazione commerciale (in questo caso i costi di affitto al mq saranno più elevati e sarà necessario rispettare i requisiti di igiene e sicurezza, allestendo anche i servizi igienici).

La zona di apertura potrà anche essere non centrale purché vi sia sufficiente visibilità, facilità di accesso, presenza di parcheggio adiacente o frontale nonché un bacino d’utenza sufficientemente ampio.

Dopo aver analizzato il mercato, il bacino di utenza, l’effettiva presenza di potenziale clientela nonché l’eventuale concorrenza, ed aver scelto il locale, sarà necessario adeguarlo, progettare ed allestire gli spazi, allestire le diverse aree dedicate ad esposizione, cassa, eventuali servizi igienici, camerini prova, ecc.

Infine, ma non meno importante, sarà indispensabile reperire la giusta merce da vendere. Le scelte sono diverse. Si può infatti optare per la vendita tradizionale, reperendo la merce ed acquistandola subito presso privati, rivenditori, grossisti, web o fornitori esteri per poi rivenderla, oppure per una vendita che assomiglia al conto vendita, ovvero detenendo ed esponendo la merce di proprietà altrui e fungendo da semplice intermediario di vendita tra privati, pagando la merce solo una volta effettivamente venduta.

La prima risulta la scelta più costosa ma permette anche di avere maggior controllo sulla merce presente in negozio nonché sui prezzi e sui margini di guadagno. La seconda scelta risulta invece la più economica ma costringerà a dei compromessi sui margini di guadagno (che andranno spartiti con il privato, iniziale possessore del prodotto) nonché sull’assortimento di merce (ci si dovrà infatti affidare a chi offre la propria merce).

Altro accorgimento per aprire un negozio dell’usato di successo sarà poi la sponsorizzazione dell’attività, sia online che offline, la creazione di un portale web, nonché le campagne di fidelizzazione e di comunicazione, le promozioni periodiche e l’inaugurazione. Soprattutto se si decide di reperire la merce in conto vendita, sarà importante iniziare a sponsorizzare l’attività molto prima della reale apertura, per reperire per tempo la merce da esporre in negozio.

Aprire un negozio dell’usato in franchising facilita in tutti i passaggi sopra esposti. La casa madre offre infatti supporto costante, guidando l’affiliato passo dopo passo verso ogni adempimento necessario ad avviare e gestire l’attività.

Aprire un negozio dell’usato in franchising, o di vintage, richiede un investimento, con formula chiavi in mano, che va dalle poche centinaia di euro sino ai 20.000 – 30.000 euro. Ad incidere sull’investimento sono la modalità di reperimento della merce, la notorietà e solidità dell’insegna, nonché  il format ed i servizi offerti all’affiliato.

Iter e requisiti

Aprire un negozio dell’usato in franchising prevede il rispetto dei consueti requisiti legali. L’iter burocratico a cui adempiere per aprire un negozio di vintage o di usato in franchising sarà infatti:

  • apertura partita iva
  • iscrizione al registro delle imprese
  • comunicazione di avvio attività, almeno 30 gg prima dell’apertura, al comune
  • regolazione delle posizioni INPS ed INAIL
  • ottenimento permesso per affiggere l’insegna
  • messa a norma del locale secondo le normative in materia di igiene (Asl), sicurezza ed agibilità
  • eventuale certificazione antincendio da richiede ai Vigili del Fuoco (per locali di metratura ampia, a seconda degli standard locali)

Sarà poi necessario rispettare tutti gli standard personali, ed in merito a locale e location, richiesti dalla casa madre. Questi variano a seconda della notorietà del marchio scelto, dalla rigidità degli standard e dall’ampiezza della rete e saranno comunicati e richiesti al potenziali affiliato in modo chiaro e preventivamente.

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