Aprire un ristorante Vegano Vegetariano

Aprire un ristorante Vegano Vegetariano

L’alimentazione vegana e vegetariana conquista ogni giorno una fetta sempre maggiore della popolazione.

Le ragioni sono molteplici, da chi vuole variare la propria alimentazione e provare piatti nuovi a chi segue un regime alimentare salutare o dietetico fino ad arrivare a chi, grazie ad una sempre maggiore consapevolezza riguardo l’impatto ambientale e sugli animali che ha il consumo di carne e derivati, segue un’alimentazione vegana o vegetariana per etica.

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Perché conviene

Aprire un ristorante vegano – vegetariano è un business che può rivelarsi davvero redditizio grazie all’eterogeneo target di clientela che può soddisfare e grazie all’elevata specializzazione. Nonostante in Italia siano più di 7 milioni le persone che seguono strettamente una dieta vegetariana o vegana, senza contare chi lo fa saltuariamente, i ristoranti specializzati unicamente in cucina vegana e vegetariana sono solamente poche centinaia.

Chi apre un ristorante vegano può quindi specializzarsi in un settore ancora poco esplorato e che lascia una buona parte della domanda del mercato insoddisfatta.

Cosa serve

Aprire un ristorante vegetariano o vegano richiederà uno sforzo (economico e non) in più rispetto all’apertura di un ristorante tradizionale.

La cucina vegana e vegetariana richiede infatti personale di cucina competente e creativo in grado di mettere a punto un menù vario, gustoso e salutare, adatto a diverse tipologie di persone ed in grado di incuriosire.

Inoltre, le materie prime dovranno essere tutte freschissime e di altissima qualità e richiederanno per questo motivo un investimento maggiore per gli approvvigionamenti. Se si vuole ampliare ulteriormente il proprio target di clientela, inoltre, è un’idea vincente quella di integrare ingredienti a km0, biologici, equosolidali e ricercati nonché una cucina adatta a chi ha intolleranze o allergie alimentari.

Per aprire un ristorante vegetariano si può partire con un locale di dimensioni ridotte, che dovrà comunque comprendere i principali spazi necessari quali zona cassa, sala consumazioni, cucina, bagni per personale e per i clienti e magazzino. Per decidere quale metratura sia più adatta alla vostra attività dovrete tenere conto sia del vostro budget sia del numero di coperti che vi serviranno giornalmente per coprire tutti i costi (e trarne possibilmente un guadagno).

I costi

Step fondamentale per aprire un ristorante vegano o vegetariano sarà un’accurata pianificazione dell’attività ed una corretta e minuziosa analisi dei costi, dei ricavi previsti, delle fonti di finanziamento e di copertura dei costi e dei tempi di rientro dall’investimento.

Per aprire un ristorante vegano – vegetariano sarà necessario un investimento iniziale minimo di 150.000 euro.

Questa cifra sarà comprensiva dei costi inerenti il locale (ristrutturazioni, adeguamenti, impianti a norma, ecc), delle utenze, delle attrezzature e degli arredi, dei software ed hardware per la gestione, del personale dipendente (tenuto al minimo) e di tutti gli altri costi per adempimenti burocratici, campagne marketing ed inaugurazione.

Sarà fondamentale tenere in considerazione anche l’impatto che ha il web nel mercato attuale. Per avviare un ristorante vegetariano e vegano di successo si dovrà provvedere alla creazione di un sito web funzionale ed accattivante e pubblicizzarlo con tutti gli strumenti web a disposizione (social, annunci, siti di recensioni e così via).

L’iter ed i requisiti

Per aprire un ristorante vegano l’imprenditore dovrà essere in possesso dei requisiti morali e professionali, avere attestato SAB (o un titolo equivalente) e sia lui che il personale dipendente dovranno essere in possesso dell’attestato HACCP.

Sarà poi sufficiente seguire il seguente iter burocratico:

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Comunicazione di inizio attività
  • Comunicazione Unica
  • Apertura posizioni INPS ed INAIL
  • Nulla osta sanitario da parte dell’Asl
  • Attestati che i locali, gli impianti e la cucina siano a norma
  • Ottenimento permesso per esporre l’insegna
  • Pagamento di eventuali diritti SIAE
  • Comunicazione all’Agenzia delle Dogane in caso di vendita e somministrazione di alcolici

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