Aprire un Wine Bar: Guida Completa, Iter e Costi

Aprire un Wine Bar: Guida Completa, Iter e Costi

Il settore enologico in Italia è in costante crescita e rappresenta ad oggi un’ottima occasione imprenditoriale. Aprire un’enoteca – wine bar, specializzandosi dunque nella vendita e somministrazione di vini, risulta un business dall’elevato potenziale e ad elevata redditività.

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In questa guida completa vedremo insieme perché conviene aprire un wine bar ed investire nel settore dei vini, cosa serve per aprire un wine bar e come aprire un wine bar partendo da zero, i costi, i requisiti e l’iter burocratico, nonché tanti consigli per avere successo nel settore.

Perché aprire un wine bar

L’Italia è uno dei principali produttori mondiali di vini, nonché uno dei paesi che più ne consuma. I dati riguardanti il consumo di vino in Italia sono interessanti e sempre in crescita, così come lo sono i dati relativi all’export, ma ancor più interessante risulta una crescente tendenza da parte degli italiani verso il consumo di vini di sempre maggiore qualità.

Il wine bar si inserisce in questo florido settore con un format accessibile ed interessante per un vasto target di clientela, dalle giovani coppie ai gruppi di amici in cerca di una serata piacevole e rilassante in compagnia, sino agli esperti ed amanti dei vini più pregiati, in cerca di un luogo di degustazione dove trovare etichette anche poco note e più rare.

Aprire un wine bar, dunque, risulta un business dall’elevato potenziale in quanto permette, con le giuste accortezze, di avviare un business altamente redditizio ed entrare nel florido settore dell’enogastronomia.

Cosa serve per aprire un wine bar

Per aprire un wine bar, dopo accurate analisi di mercato, studi e pianificazioni, sarà necessario trovare un locale strategicamente posizionato, con una metratura minima di almeno 50 mq (ed a salire in base al numero di coperti che si vogliono avere, al format, ovvero solo somministrazione, vendita e somministrazione, cucina in loco, ecc, al magazzino necessario, e così via).

Inoltre, sarà necessario reperire attrezzature ed arredi in linea con l’immagine ed il format che si vogliono conferire al locale.

Successivamente sarà importante trovare i più competitivi e migliori fornitori anche per quanto riguarda i vini (saranno in fase iniziale necessarie almeno 300 etichette) ed i prodotti complementari.

Infine, per aprire un wine bar si dovranno curare la promozione ed il marketing, per ottenere sin da subito una buona visibilità, costruendosi con il tempo una reputazione solida.

Inutile dire che per aprire un wine bar l’imprenditore dovrà avere approfondite conoscenze in materia di vini, enogastronomia, tradizione e prodotti locali, conoscenza del territorio, nonché conoscenze nel settore ristorativo, di vendita e gestione.

Come aprire un wine bar di successo

Per aprire un wine bar di successo saranno fondamentali alcuni elementi chiave quali:

doti personali: sia l’imprenditore che lo staff dovranno avere conoscenze e competenze approfondite riguardo i vini, il loro servizio e conservazione, nonché capacità comunicative e di ascolto, cordialità e capacità di consigliare la clientela. L’imprenditore dovrà inoltre possedere doti imprenditoriali, capacità di organizzazione e gestione, acume finanziario, capacità di contrattazione e doti di vendita, oltre che di comunicazione.

gamma di prodotti: dai vini sfusi a quelli in bottiglia, dovranno essere presenti centinaia di etichette tra ricercate, estere, locali, a km 0, artigianali e commerciali. La gamma dei prodotti dovrà non solo essere ampia e completa, per andare incontro ad ogni richiesta da parte della clientela, ma anche sufficientemente originale per distinguersi dalla concorrenza. Oltre ai vini si potranno offrire birre artigianali, e non, in bottiglia ed alla spina, cocktail ed apertivi, piatti freddi, taglieri ed antipasti, piatti caldi e gourmet, prodotti locali, ecc.

comunicazione e marketing: importantissima, come per ogni altra attività, sarà la comunicazione, sia online che offline, e le campagne di marketing. Esse dovranno essere studiate e calibrate in base al proprio target di riferimento per ottenerne la massima efficacia. Sempre per l’ottenimento di una maggiore visibilità, è interessante curare la presenza sui social, avere un sito web (magari anche e-commerce) personalizzato, essere presenti sui maggiori siti di recensione, di couponing e prenotazione, nonché convenzionarsi con attività di food, wine e drink delivery per le consegne a domicilio.

eventi: organizzare periodicamente eventi, serate a tema, promozioni, incontri con esperti, degustazioni, ma anche ospitare cene riservate e feste private, permetterà di fidelizzare la clientela, attirando al contempo curiosi e differenti target.

locale: il posizionamento del locale dovrà essere scelto strategicamente, in location ad elevato afflusso e visibilità, facilmente raggiungibile ed accessibile, in zone centrali, commerciali o comunque dove vi sia un’elevata concentrazione del proprio target di riferimento. Anche l’allestimento poi, dovrà essere accogliente e ricercato per rendere unico e riconoscibile il layout.

vendita e somministrazione: interessante, per ampliare il proprio target di riferimento, incrementare le vendite ed il fatturato, nonché rendere più dinamico il proprio format, è l’idea di offrire oltre alla somministrazione e degustazione di vini alla spina, in bottiglia o al calice, anche la vendita al dettaglio di vini in bottiglia ed alla spina, oltre a birre e prodotti locali confezionati. Questo permetterà da un lato di ampliare la propria clientela, fidelizzandola anche nel tempo, e dall’altro di poter operare non solo in orario serale ma durante tutta la giornata, con due attività in una. Da valutare anche la possibilità di avviare un e-commerce, soprattutto se la gamma di prodotti risulta sufficientemente originale ed unica.

analisi e studio: così come per ogni altra attività imprenditoriale, anche per aprire un wine bar sarà fondamentale curare la parte iniziale di studio, analisi e pianificazione, riguardo il mercato, il settore, la concorrenza, il proprio target di riferimento, lo studio di un format accattivante e di campagne di promozione e comunicazione efficaci, nonché la delineazione della gamma prodotti, delle strategie di prezzo, e la redazione di un business plan accurato che analizzi con cura anche costi, potenziali ricavi e rischi.

Iter burocratico e requisiti per aprire un wine bar

Aprire un wine bar non richiede alcun tipo di licenza né specifici titoli di studio o requisiti. Oltre ai requisiti di idoneità legale dell’imprenditore, ed ai requisiti di natura personale, sarà sufficiente adempiere al seguente iter burocratico:

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Comunicazione di Inizio Attività al Comune
  • Apertura delle posizioni INPS ed INAIL
  • Attestato SAB (o titolo equivalente)
  • Attestato HACCP (per tutto il personale addetto)
  • Comunicazione Unica alla Camera di Commercio (tramite PEC)
  • Permesso per esporre l’insegna esterna
  • Pagamento dei diritti SIAE per diffusione di musica
  • Messa a norma di impianti e locale in materia di igiene, sicurezza, agibilità, destinazione, urbanistica, ecc.
  • Valutazione dell’impatto acustico nel caso in cui si preveda l’organizzazione di serate, eventi, feste o aperture sino a tarda notte
  • Nulla osta sanitario Asl
  • Nel caso si preveda il servizio di piatti caldi preparati in loco (non solo quindi freddi o riscaldati e precotti), sarà necessario adeguare il sistema di aspirazione dei fumi (canna fumaria)
  • Richiesta del permesso per la vendita e somministrazione di alcolici e superalcolici all’Agenzia delle Dogane

Costi, investimento e guadagni di un wine bar

Per aprire un wine bar di piccole dimensioni (circa 50 mq) servirà un investimento minimo di almeno 70.000 euro. Con questo budget sarà possibile aprire un wine bar e far fronte a tutti i principali costi iniziali e di gestione quali affitto ed utenze, adeguamento del locale, piccoli interventi di ristrutturazione, reperimento di arredi, attrezzature e prima fornitura di vini e prodotti vari, nonché i costi relativi ad adempimenti burocratici, marketing e primo stipendio del personale.

Più sarà grande l’attività, e maggiori saranno i servizi offerti (oltre alla somministrazione tipica del wine bar, anche la vendita di prodotti con il format di enoteca, oppure anche la somministrazione di piatti caldi ed allestimento di una cucina a norma, ecc), maggiori saranno i costi necessari all’avvio ed alla gestione, ma potenzialmente maggiori saranno in proporzione anche i coperti, le vendite ed il fatturato annuo.

I margini di guadagno per quanto riguarda la vendita al calice di vino sono di circa il 70/80 %, mentre per la vendita di bottiglie si aggirano sul 30% circa.

Se si considera un investimento iniziale di circa 70.000 euro, nella redazione del business plan e nella relativa analisi finanziaria e stima dei ricavi, si dovrà considerare un fatturato annuo di almeno 150.000 euro per poter ottenere, al netto di tutti i costi, un utile soddisfacente.

Perché aprire un wine bar in franchising

Aprire un wine bar in franchising, piuttosto che in autonomia, garantisce diversi vantaggi tra i quali i più competitivi sono:

  • trasferimento del knowhow aziendale
  • formazione iniziale e periodica di tutto lo staff
  • assistenza, consulenza ed affiancamento costanti a 360°
  • supporto per valutazione e scelta del locale più strategico
  • progettazione e realizzazione chiavi in mano del wine bar
  • fornitura completa di arredi, attrezzature, software, insegne, materie prime, materiale promozionale, ecc.
  • accesso a listini di fornitura esclusivi, con condizioni di fornitura altamente vantaggiose ed importanti agevolazioni, grazie al potere commerciale maturato dalla casa madre e dall’intera rete franchising
  • studio del miglior assortimento di vini in base alla richiesta locale
  • utilizzo di un marchio già noto e consolidato, di un’immagine riconoscibile, e delle campagne di promozione e comunicazione a livello nazionale, con conseguente ingesso nel settore con una posizione privilegiata ed elevata visibilità

L’investimento richiesto per aprire un wine bar in franchising va da un minimo di 10.000 euro, per i format più minimali di vendita e somministrazione di vini, sino ad un massimo di 50.000 euro, per i format con somministrazione di vini, aperitivi, vendita di bottiglie e prodotti tipici, ristorazione veloce.

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