Aprire una Toasteria: Requisiti, Costi e Ricavi

Nel mercato ristorativo odierno i consumatori ricercano sempre di più la qualità unita alla convenienza ed a tempi di preparazione e consumazione rapidi. Per tutte queste qualità, ma non solo, un’attività che continua ad avere grande successo già da diversi anni sono le toasterie, locali specializzati nella preparazione di sandwich con farciture semplici o gourmet, gustose e creative, per vegani e vegetariani e perfino per celiaci.

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Prezzi convenienti, rapidità di preparazione e consumazione, qualità assoluta ed attenzione alla provenienza delle materie prime, nonché creatività nelle farciture e locali accoglienti, sono le principali ragioni per le quali le toasterie hanno tanto successo.

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Aprire una toasteria, inoltre, è un’attività che rispetto ad altre dello stesso settore presenta per l’imprenditore diverse semplificazioni. Tra queste i costi di avvio e gestione più ridotti, un iter più semplice e la possibilità di svolgere con successo l’attività anche senza personale altamente qualificato e senza specifiche competenze o esperienze pregresse nel settore ristorativo.

Cosa Serve

In base alla tipologia di locale che si vuole aprire il locale necessario e la sua ubicazione, nonché la tipologia di menù e le accortezze da avere saranno differenti. Le toasterie sono infatti locali che si prestano bene per differenti format ristorativi: dall’ambulante take away sino ai chioschi nei supermercati, dal locale di street food in pieno centro sino ad un format più complesso che preveda sala per le consumazioni, un menù più ampio sia di cibi che bevande e un’attenzione maggiore nell’allestimento.

La prima cosa da fare prima di aprire una toasteria è analizzare sé stessi e capire quale sia il locale che meglio si adatta alle proprie capacità imprenditoriali nonché alle proprie aspirazioni ed alla capacità di investimento.

Per un locale take away di piccole dimensioni sarà infatti necessario un investimento sensibilmente minore rispetto all’avvio di un locale gourmet con proposte di vini e birre artigianali ed un menù ampio con prodotti complementari.

Anche analizzare il mercato, il settore, il target a cui si vuole fare riferimento nonché la concorrenza possono essere validi aiuti nell’effettuare la scelta più strategica.

Per una toasteria take away possono bastare anche soli 20 – 30 mq, con al massimo un tavolino all’esterno o qualche sedia vicina al bancone, mentre per una toasteriaristorante serviranno anche 80 – 100 mq a seconda del format scelto.

La localizzazione migliore in caso di toasteria take away è il centro storico o i centri commerciali, le zone di interesse culturale e turistico o le zone limitrofe a scuole, università o uffici. Se invece l’attività è ambulante sarà opportuno analizzare le diverse location per capire quale rotazione convenga fare durante l’anno e dove vi sia effettivamente più clientela potenziale. Mentre per una toasteria più complessa potranno andare bene anche zone più periferiche purché ben visibili ed in centri densamente abitati, magari da famiglie con bambini.

In base alla tipologia di target anche la proposta del menù dovrà essere adeguata di conseguenza. Se ci si rivolge prevalentemente a studenti giovani sarà opportuno creare un menù semplice ma con novità settimanali o mensili e la possibilità di menù fissi con bibita e panino. Se invece il target di riferimento è più adulto o composto da giovani lavoratori sarà opportuno proporre anche panini più salutari, biologici e vegani, per celiaci e con abbinamenti gourmet nonché proporre nel menù anche insalate, birre artigianali e vini.

Anche i prezzi dovranno infine essere adeguati alla tipologia di clientela di riferimento.

Iter e Requisiti

Spirito imprenditoriale, capacità gestionali e relazionali, doti organizzative e creatività nel creare un menù accattivante sono alla base per aprire una toasteria di successo. Non sono tuttavia necessarie licenze né particolari doti culinarie o esperienze nel settore.

All’imprenditore ed al personale dipendente sarà tuttavia richiesto di frequentare il corso HACCP e di possedere l’attestato SAB o un titolo equivalente. Se si opta anche per la vendita di alcolici sarà poi darne comunicazione all’Agenzia delle Dogane.

Per aprire una toasteria si dovrà poi seguire il seguente iter burocratico:

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Comunicazione di Inizio Attività
  • Apertura posizioni INPS ed INAIL
  • Permesso per esporre l’insegna
  • Pagamento diritti SIAE per diffondere musica
  • Nulla osta sanitario Asl per il rispetto delle normative igienico-sanitarie di locale e cucina
  • Locale o chiosco ambulante a norma in materia di agibilità, sicurezza e destinazione
  • Infine, se si opta per l’apertura di un ambulante sarà necessario richiedere i permessi per occupare il suolo al Comune in cui ci si vuole insediare di volta in volta

Costi, Ricavi e Franchising

Per aprire una toasteria take away di piccole dimensioni sarà necessario un investimento iniziale minimo di 50.000 euro. Per una toasteria completa ed attrezzata, con sala consumazioni e cucina ampia, sarà invece necessario investire almeno 100.000 euro.

Rientrare dall’investimento è tuttavia un processo abbastanza rapido se l’attività viene avviata e gestita con attenzione e ponderazione. Solo i toast garantiscono un margine di guadagno del 30% circa, senza contare i prodotti complementari quali insalate, bevande, birre e vini. Una toasteria bavviata può sperare di fatturare anche 1.500 euro al giorno. Se poi si vogliono ampliare i ricavi ed aumentare i margini è possibile offrire anche il servizio di consegna a domicilio e prodotti complementari come dolci e prodotti di caffetteria.

Per chi è alle prime armi, aprire una toasteria in franchising potrebbe rivelarsi più semplice e conveniente. Non solo la notorietà del brand farà partire con il piede giusto la nuova toasteria ma l’imprenditore riceverà assistenza, formazione, consulenza ed affiancamento e potrà utilizzare un format semplificato e già collaudato sul mercato.

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