Costi per Aprire un Alimentari

Costi per Aprire un Alimentari

Ad oggi aprire un alimentari, anche di piccole dimensioni, può ancora essere un’idea di business di successo. Per poter avviare un negozio alimentare redditizio, tuttavia, sarà necessario saper scegliere la giusta location, intercettare i bisogni del proprio target di riferimento nonché valutare con minuziosità e cura i costi da dover affrontare, sia in fase iniziale che successiva.

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Il mercato e come avere successo

Contro i grandi supermercati ed ipermercati forniti di ogni possibile genere di prodotto alimentare e non, a riscuotere sempre maggiore apprezzamento sono anche i piccoli e medi negozi alimentari, di prossimità oppure specializzati in una determinata nicchia di prodotti (salutistici, gluten free, biologici, artigianali, regionali, vegan, ecc).

Per aprire un negozio alimentare di successo, ed anche per scegliere il format migliore, sarà necessario studiare il mercato di interesse, l’eventuale concorrenza presente, il target di riferimento ed il bacino di utenza locale. Inoltre, fondamentale sarà la redazione di un business plan accurato e prudenziale che evidenzi tutti i costi da affrontare, ogni elemento necessario all’avvio ed alla gestione, le strategie di prezzo e promozionali, l’investimento iniziale complessivo, nonché i tempi previsti per il rientro dall’investimento, gli utili stimati ed i ricavi minimi da raggiungere.

Dettaglio dei costi ed investimento iniziale

Per aprire un negozio alimentare sarà necessario un investimento iniziale da non sottovalutare. I costi di avvio possono essere spesso ingenti per questa tipologia di attività, soprattutto a causa di elementi fondamentali, generatori di costo, quali:

  • posizionamento ottimale e strategico
  • location ad elevata visibilità, passaggio e di interesse
  • utenze ed affitto
  • messa a norma dei locali secondo gli standard igienici, di sicurezza, agibilità e sicurezza richiesti
  • rispetto delle normative per la conservazione e commercializzazione di generi alimentari
  • iter burocratico, iscrizioni ed eventuali consulenze
  • eventuali corsi formativi e di aggiornamento
  • prima fornitura di merce
  • allestimento funzionale ed ordinato
  • arredi, attrezzature, insegne, cassa, pos, espositori, software ed hardware, frigoriferi e congelatori
  • allacci, ristrutturazione ed adeguamenti del locale e degli impianti
  • campagne di promozione e lancio inaugurale
  • assunzione di personale dipendente
  • integrazione di servizi aggiuntivi che aumentino la clientela, il tasso di fidelizzazione e le potenzialità di ricavi (es: consegna della spesa a domicilio, angolo bar, creazione di un sito internet o di e-commerce, ecc)

Se tutti questi costi sono presenti e necessari per l’avvio di un qualunque negozio di tipo alimentare, gli importi varieranno invece a seconda della localizzazione, della città di apertura, della metratura del locale, del posizionamento, della tipologia di merce venduta, ecc.

Per aprire un negozio alimentare di piccole / medie dimensioni specializzato in un’unica tipologia di prodotto (gluten free, bio, prodotti regionali, ecc) o per aprire un piccolo alimentare di prossimità (i cosiddetti negozi all’angolo e sotto casa), sarà necessario un investimento minimo iniziale di circa 50.000 euro.

Per aprire un negozio alimentare mediamente fornito con prodotti sia alimentari che non, di dimensioni medie, sarà necessario un investimento che potrebbe facilmente raggiungere gli 80.000 euro.

Se invece si opta per l’apertura di un negozio alimentare più fornito, di medie o grandi dimensioni, con possibilità di ordinare online la spesa con consegna a domicilio, nonché con un sito e-commerce per la vendita online, possono essere necessari oltre 100.000 euro di investimento iniziale.

Di seguito il dettaglio dei costi minimi da affrontare per aprire un negozio alimentare di prossimità di piccole dimensioni (dai 60 agli 80 mq, compreso spazio magazzino), sito in zone densamente abitate, centri città, zone universitarie, ecc:

  • locale (ristrutturazione, adeguamenti, allaccio agli impianti, messa a norma, affitto ed utenze iniziali): minimi 20.000 euro
  • allestimento (arredi, attrezzature, espositori, insegne, hardware e software): almeno 20.000 euro
  • prima fornitura (merce, ma anche materiale promozionale, di consumo, brandizzato, imballi, ecc): circa 10.000 / 15.000 euro
  • adempimenti (iscrizioni, licenze eventuali, corsi formativi, consulenze, ecc): circa 5.000 euro
  • personale (stipendio dei primi mesi per un aiutante part-time): circa 5.000 euro
  • promozione (marketing, inaugurazione, promozioni e sconti, sito web, ecc): circa 5.000 euro

Investimento iniziale complessivo: 70.000 euro

Franchising

Aprire un negozio alimentare è oggi possibile anche affiliandosi ad uno dei tanti franchising presenti sul territorio.

Sia che vogliate aprire un negozio di alimentare di prossimità, un ipermercato fornito, un negozio di prodotti tipici, un negozio di prodotti bio o salutistici, o ancora un negozio alimentare per intolleranze o un alimentare online (sito e-commerce con consegna della spesa a domicilio), c’è già un format franchising ideale.

Aprire un negozio alimentare in franchising richiede un investimento iniziale minimo a partire da € 3.000 (per un alimentare online, virtuale, con consegna a domicilio), o a partire da € 5.000 (per un alimentare di dimensioni ridotte e specializzato).

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