L’Italia del Franchising sbarca negli Stati Uniti

Dal 31 maggio al 2 giugno 10 franchisor italiani saranno protagonisti del più importante appuntamento sul franchising nel mondo: le storie più rappresentative del 2018 al Padiglione Italia all’International Franchise Expo a New York

 

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Storie di aziende e marchi da esportare caratterizzeranno il Padiglione Italia all’ International Franchise Expo 2018 di New York che si terrà dal 31 maggio al 2 giugno nella splendida cornice dello Javits Center.

Il Padiglione Italia, il punto aggregazione  e di riferimento dei concept italiani di successo e il volano di opportunità per le aziende presenti è organizzato in esclusiva per il secondo anno consecutivo da IBS North America, società specializzata nell’internazionalizzazione delle imprese italiane oltreoceano, in collaborazione con ICE Agenzia, Confimprese, Assofranchising e Federfranchising. Exportiamo e AZ Franchising saranno media partner ufficiali dell’evento e seguiranno la 3 giorni di fiera con interviste, reportage e dirette streaming.

“Il franchising è un tipo di investimento che negli Stati Uniti è molto utilizzato, ha spiegato Alessio Gambino, CEO di IBS North America. I dati del 2017 e le previsioni per il prossimo anno sono molto positive: previsto un +1.9% di aperture nuovi punti vendita in franchising negli Stati Uniti, le unità operative dovrebbero raggiungere quota 759.000 unità (+13.946 rispetto al 2017), + 3.7 % di assunzioni per un totale di circa 8 milioni di dipendenti impegnati  in un’attività franchising, 757 miliardi di dollari sono invece i ricavi (+6,2% rispetto al 2017). Basti pensare che il franchising contribuirà per il 3% alla formazione del PIL statunitense”.

L’International Franchise Expo, con oltre 20.000 visitatori e 450 espositori, è la fiera di riferimento per l’industria del franchising in Nord America. Nel Padiglione Italia saranno ospitati anche momenti di B2B e IBS North America, in collaborazione con ICE Agenzia ed MFV Expositions, organizzerà all’interno dello Javits Center un convegno dal titolo “Made in Italy: Retail Franchise Opportunities” il giorno 1 giugno alle ore 11:30. Protagonisti del seminario saranno gli espositori italiani presenti a New York al fine di introdurre il proprio format alla business community americana composta da investitori, private equity, business angels, fondi di venture capital e large corporation

I franchisor ed i format italiani ospitati all’interno dei 150 metri quadrati del Padiglione Italia saranno:  101CAFFÈ – Bacio Nero – Dreamfood – Filicori Zecchini – JU’STO – Gruppo Europa – Natuzzi Italia – Phonup – Primadonna – Queen’s chips Amsterdam.

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Considerazioni sullo stato del franchising negli Stati Uniti e opportunità per le aziende italiane: Alessio Gambino, CEO di IBS North America, società di consulenza italoamericana e agente esclusivo per l’Italia dell’International Franchise Expo. 

Il franchising è un tipo di investimento che negli Stati Uniti è molto utilizzato, soprattutto grazie alle grandi risorse economiche e finanziare che gli investitori nazionali ed internazionali mettono a disposizione per penetrare questo importante mercato. Attualmente negli Stati Uniti si respira un clima molto positivo per ciò che riguarda l’industria del franchising, soprattutto a causa della semplificazione delle normative da parte della IFA e della riforma fiscale voluta da Trump per attrarre investimenti negli States. Sia i dati del 2017 che le previsioni per il prossimo anno sono molto positive, tanto che l’apertura di nuovi punti vendita in franchising negli Stati Uniti è prevista in aumento del +1,9% quando le unità operative dovrebbero raggiungere quota 759.000 unità (+13.946 rispetto al 2017). Ciò permetterà un aumento di assunzioni pari al +3.7% con il totale dei dipendenti impegnati in un’attività franchising che sfonderà quota 8 milioni, mentre i ricavi attesi supereranno i 757 miliardi di dollari (+6,2% rispetto al 2017). Basti pensare che il franchising contribuirà per il 3% alla formazione del PIL statunitense. Dunque il 2018 si appresta ad essere un anno molto favorevole per gli investimenti nel settore grazie a normative sempre più elastiche ed al clima positivo che si respira nel mondo del business a stelle e strisce.  

Le opportunità per i franchisor italiani

Gli investitori statunitensi (e non solo) sono sempre più attratti dai format nostrani innanzitutto per la qualità dei prodotti, la creatività e l’alta reputazione di cui il Made in Italy gode a livello globale. Tra i segmenti trainanti c’è sicuramente il Food che attualmente detiene ben il 37% del totale delle attività operative in franchising: visto il forte appeal dei prodotti agroalimentari tricolore negli Stati Uniti questo può essere un settore su cui i franchisor italiani possono e devono puntare con decisione. Inoltre come dimostrano i trend degli ultimi anni altre importanti opportunità sono presenti anche in segmenti come il fashion, il design e in generale il mondo dei servizi (soprattutto quelli dedicati alla persona). Ma attenzione, il mercato americano ha le sue peculiarità, va studiato con attenzione e soltanto un approccio mirato di tipo strategico può permettere dei risultati positivi in un’ottica di lungo periodo. Infatti la normativa sul franchising è molto più strutturata rispetto alla nostra, per questo motivo è necessario entrare in confidenza con aspetti tecnici fondamentali quali il Franchise Disclosure Documents ed il Franchise Agreement. In definitiva agli occhi di un investitore americano è importante presentarsi preparati, decisi e soprattutto con idee chiare (oltre che con gli economics giusti).

 Secondo anno consecutivo il Padiglione Italia

Le sensazioni sono molto positive: lo scorso anno abbiamo scommesso insieme ad ICE Agenzia su questo settore, praticamente una novità assoluta tra le tante iniziative che riguardano il Belpaese negli States. E i numeri ci hanno dato ragione grazie ad un feedback estremamente positivo da parte degli esibitori dello scorso anno e un crescente interesse intorno alla manifestazione ed al mercato. Per l’edizione del 2018 prevediamo un maggior impegno per ciò che concerne l’organizzazione di incontri B2B e i momenti di formazione, a mio avviso aspetti fondamentali per spingere nel modo giusto i franchisor nostrani in uno dei mercati più ambiti e importanti del mondo. Infatti il mondo del Retail americano non è certamente “morto”, ma si sta evolvendo in maniera molto veloce verso logiche multicanali: secondo Statista le vendite in negozi fisici negli Stati Uniti raggiungeranno entro il 2020 circa 5,48 trilioni di dollari grazie ad una crescita del 9,8% nel prossimo anno. Un momento da cogliere assolutamente per i franchisor italiani!

 

Gianluca Castelli

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