Quanto Costa Aprire un Franchising e Come Valutare Tutti i Costi

Quanto Costa Aprire un Franchising e Come Valutare Tutti i Costi

Scopri quanto costa aprire un franchising, quali sono le voci di costo tipiche e più comuni quando si decide di aprire un’attività in franchising e come valutare correttamente tutti i costi ed il budget di partenza necessari.

Molti aspiranti imprenditori decidono di avviare un’attività in proprio affiliandosi ad una rete franchising già consolidata e nota sul mercato. Il franchising, o affiliazione commerciale, è infatti una collaborazione tra imprenditori indipendenti che permette all’affiliato di aprire un’attività tutta sua sfruttando tuttavia il supporto, la formazione, l’esperienza, la notorietà ed il format già ampiamente sperimentato e collaudato dall’affiliante.

 

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Cos’è il franchising, perché conviene e come ti permette di ridurre i costi

Il contratto di affiliazione commerciale prevede da un lato un’azienda consolidata ed esperta (affiliante o franchisor) che permette l’uso del marchio e del format ad un aspirante imprenditore autonomo o ad un’azienda indipendente (affiliato o franchisee).

Sia il franchisor che il franchisee ottengono benefici e vantaggi reciproci dalla collaborazione. Il franchisor può, attraverso i suoi affiliati, espandere la propria rete in modo capillare con una diffusione più rapida ed esponenziale, delegando e decentrando allo stesso tempo gli oneri ed i costi, che andranno in parte a gravare sui franchisee. L’affiliato, d’altro canto, potrà sfruttare un know-how consolidato, l’esperienza maturata dalla casa madre in decenni di attività, un format collaudato e dal comprovato successo sul mercato, la formazione, il supporto e l’assistenza a 360° di un’azienda esperta, nonché la notorietà del marchio, i processi di gestione ed organizzazione semplificati ed il potere contrattuale e di acquisito dal marchio e del network.

Ed è proprio grazie al potere commerciale esercitato dal network a cui ci si decide di affiliare, nonché ai rapporti già maturati dalla casa madre con fornitori ed istituti di credito, ed ancora alle convenzioni, agevolazioni e semplificazioni economiche-finanziarie riservate direttamente dal franchisor, che per il franchisee e possibile ridurre notevolmente i costi di avvio e di gestione di un’attività in franchising rispetto all’avvio di un’attività imprenditoriale autonoma.

Sia il franchisor che il franchisee hanno tuttavia diversi oneri. Se da un lato il franchisor si dovrà impegnare ad istruire e guidare l’affiliato fornendogli ogni mezzo necessario a raggiungere il successo imprenditoriale, l’affiliato dovrà impegnarsi a mantenere gli standard qualitativi e quantitativi imposti dalla casa madre, nonché a rispettare le condizioni contrattuali accordate.

A fronte dei diversi servizi e vantaggi ricevuti dall’affiliazione, l’affiliato dovrà impegnarsi nel sostenere i costi e l’investimento iniziale richiesto sia dall’affiliante che dal normale avvio dell’attività. Vi saranno infatti costi da affrontare indipendentemente dall’affiliazione ad un franchising (come ad esempio i costi di affitto di un locale, gli stipendi del personale e l’arredamento) e costi invece strettamente legati al rapporto di affiliazione con la casa madre (come ad esempio le royalty sul fatturato, i contributi marketing, e così via).

Aprire un’attività in franchising può presentare diversi costi a seconda della rete scelta, della notorietà del marchio, della tipologia e dimensione dell’attività, dei servizi che la casa madre include nell’investimento iniziale e dagli elementi che caratterizzano il contratto di affiliazione commerciale.

Prima di aprire un’attività in franchising è fondamentale innanzitutto analizzare la propria capacità di investimento, quantificando il capitale proprio e comprendendo il capitale ottenibile / ottenuto tramite finanziamenti, prevedendo per questi ultimi un adeguato piano di rientro e pagamento.

Una volta determinata la propria capacità di investimento, bisognerà valutare tutte le possibili voci di costo generate sia dall’affiliazione alla rete franchising che dall’apertura e gestione dell’attività.

 

 

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Quali sono i costi per aprire un franchising

Vediamo ora insieme quali sono le principali voci di costo quando si apre un’attività in franchising e le diverse varianti possibili a seconda dell’azienda franchisor scelta.

Capirete come scegliere con cura il franchisor migliore e più adatto alle vostre necessità vi possa far risparmiare, non poco, sui costi iniziali ed a lungo termine e sull’investimento iniziale.

  • Fee d’ingresso. La quota di pagamento iniziale richiesta dal franchisor per i diritti di utilizzo del marchio, delle modalità gestionali, del format e per entrare a far parte del network. È a discrezione della casa madre ma dipende generalmente dalla posizione competitiva raggiunta sul mercato, dalla notorietà del marchio e dal potere commerciale della rete, nonché dalla rete di clientela fidelizzata. Se ci sono aziende franchisor nate da poco che non la richiedono, ce ne sono altre ampiamente consolidate da decenni che la fanno pagare decine o centinaia di euro.
  • Royalty fisse o in percentuale sul fatturato. Sono nati diversi franchising che non le richiedono, anche se generalmente a fronte di un vincolo di rifornimenti centralizzati. Le royalty servono a coprire tutti quei servizi di assistenza, aggiornamento, supporto ed affiancamento continui che la casa madre offre sia prima che dopo l’apertura, per tutta la durata contrattuale.
  • Altri canoni periodici per servizi o contributi pubblicitari. Molte reti franchising richiedono il versamento di contributi periodici per coprire servizi quali la pubblicità a livello nazionale, a volte anche internazionale, o altri servizi quali il monitoraggio dell’attività e delle vendite, l’uso di software, e così via.
  • Fidejussioni o garanzie per la merce. Spesso la merce, quando non deperibile, viene offerta dalla casa madre o dai fornitori convenzionati a condizioni agevolate, a volte in conto vendita. A fronte della merce in conto vendita viene tuttavia spesso richiesta una garanzia da versare anticipatamente.
  • Progettazione, allestimento, ristrutturazione ed adeguamento del locale. Sono la maggior parte le reti franchising che includono tali servizi nell’investimento iniziale, fornendo all’affiliato un dettaglio dei costi relativi per ogni voce. Sono generalmente fissi e determinati in base al locale ed alla metratura. Altre reti, invece, per snellire il format di affiliazione lasciano liberà di gestione all’affiliato per questi compiti, lasciando quindi a lui l’onere dei costi.
  • Affitto, utenze ed altri costi per la gestione ordinaria del locale. Questi costi sono sempre totalmente a carico dell’affiliato e dipendono dalla localizzazione, dalla metratura, e così via. L’azienda madre spesso offre un’analisi ed una previsione dei costi per facilitare l’affiliato.
  • Prima fornitura di merce e rifornimenti successivi. I rifornimenti sono a carico dell’affiliato e spesso vi è il vincolo di rifornimenti centralizzati presso il franchisor o presso i fornitori convenzionati della rete. La casa madre offre tuttavia spesso delle agevolazioni sui pagamenti, soprattutto per quanto riguarda la fornitura iniziale. Le forniture possono anche essere concesse con il conto vendita (abbigliamento, arredamento, oggettistica, ecc).
  • Arredamento, attrezzature, software ed hardware per la gestione. Generalmente forniti dal franchisor, vengono quindi preventivati nell’investimento iniziale. In rari casi l’arredamento, le attrezzature e la scelta dei software / hardware viene lasciata a discrezione dell’affiliato.
  • Inaugurazione e campagne marketing per il lancio dell’attività, campagne di comunicazione e pubblicitarie periodiche. A seconda della rete franchising possono essere fornite dalla casa madre, comprese quindi nell’investimento iniziale e nei costi periodici quali royalty e contributi pubblicitari. Generalmente il lancio e la fornitura di materiale promozionale viene curato dalla casa madre e compreso nell’investimento. In altri casi, la promozione locale è a carico e discrezione dell’affiliato. La promozione su scala nazionale è sempre curata dal franchisor.
  • Consulenze legali, burocratiche e commerciali, adempimenti e disbrigo delle pratiche burocratiche, iscrizioni agli enti, ottenimento degli attestati e licenze specifiche per il settore di attività, formazione ed eventuali corsi. A carico dell’affiliato, vengono tuttavia nella maggior parte dei casi compresi nell’investimento iniziale e forniti dall’affiliante, anche in forma gratuita (consulenze, disbrigo pratiche, commercialista, ecc).
  • Dipendenti. Il costo dei dipendenti è sempre a carico e discrezione dell’affiliato. La formazione dei dipendenti viene tuttavia alcune volte prevista dal franchisor insieme alla formazione dell’imprenditore affiliato.

 

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Come valutare la convenienza dell’affiliazione e l’investimento minimo necessario

Il budget minimo richiesto per aprire un’attività in franchising è generalmente più contenuto rispetto a quello necessario per avviare un business in modo completamente autonomo.

Ad esempio, se per aprire un negozio in maniera completamente autonoma può essere necessario un investimento minimo di almeno 30.000 €, per aprire un negozio in franchising spesso sono sufficienti investimenti entro i 20.000 €.

Farsi un’idea dei budget minimi necessari per aprire un franchising non è semplice in quanto ad incidere notevolmente sull’investimento e sui costi sono la tipologia di attività, il settore di riferimento, la tipologia di prodotti e servizi trattati, la dimensione dell’attività stessa, nonché la notorietà del marchio a cui ci si affilia ed i servizi compresi nel rapporto di affiliazione.

A titolo puramente esemplificativo, per stimare un investimento minimo necessario ad aprire un franchising si parla di un budget minimo di 20.000 € per aprire un negozio tradizionale su strada, 10.000 € per aprire un negozio online, 5.000 € per aprire un e-commerce in dropshipping, 50.000 € per aprire un ristorante, 30.000 € per aprire un’attività ristorativa più snella (caffetteria, fast food take away, chiosco di street food, ristorante ambulante, ecc), e così via.

Prima di aprire un’attività in franchising è bene valutare le proposte di diversi franchisor, le condizioni contrattuali previste da ognuno di essi, il budget minimo richiesto, gli elementi ed i servizi inclusi dal franchisor nell’investimento nonché tutte le voci di costo previste, oltre che iniziali anche da versare periodicamente. Inoltre, confrontare tali oneri e servizi con quelli generati dall’avvio in modo completamente autonomo può far meglio comprendere la reale concorrenzialità e convenienza dell’affiliazione alla rete. Si consiglia inoltre di tenere sempre a mente che un’azienda franchising seria ed affidabile vi fornirà sempre, senza nessuna eccezione, tutte le informazioni necessarie a valutare la convenienza della proposta di affiliazione, vi elencherà in maniera chiara ed esaustiva tutti i costi da affrontare sia legati all’affiliazione che all’avvio ed alla gestione dell’attività, e vi fornirà tutti i documenti necessari ad una corretta valutazione come il contratto di affiliazione commerciale.

 

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